Permette di modellare materiali granulari e solidi come insiemi di particelle rigide di dimensioni variabili che interagiscono ai contatti.
Simula il movimento indipendente delle particelle, comprese traslazione e rotazione, e l’interazione attraverso forze e momenti interni.
È disponibile sia in 2D sia in 3D: PFC Suite include PFC2D e PFC3D.
Consente di rappresentare particelle, clump, blocchi rigidi e fratture discrete.
Supporta la simulazione di frattura, danneggiamento, innesco e propagazione delle cricche in terreni e rocce.
Include modelli di contatto integrati e consente di aggiungere modelli di contatto personalizzati tramite C++.
Può essere accoppiato con FLAC3D per combinare modellazione particellare DEM e modellazione al continuo.
È personalizzabile tramite scripting e strumenti avanzati di modellazione, utile soprattutto in ambito specialistico e di ricerca.
Secondo i materiali interni Harpaceas, PFC è usato quasi esclusivamente in ambito accademico all’interno della suite Itasca.
Ricerca sul comportamento di suoli e rocce alla scala micro-meccanica.
Modellazione di materiali granulari e particellari.
Fratturazione fragile delle rocce.
Stabilità di pendii, scavi e fenomeni di rockfall.
Fratturazione idraulica.
Interazione terreno-utensile e rock cutting.
Flussi granulari, miscelazione, trasporto e compattazione di aggregati e polveri.
Cave mining e applicazioni minerarie.
Ricerca sulla natura dei materiali e sulle interazioni particellari.
PFC — Particle Flow Code — è una piattaforma di modellazione DEM, cioè a elementi distinti, sviluppata da Itasca per simulare il comportamento di materiali granulari e solidi attraverso insiemi di particelle rigide che interagiscono tra loro tramite contatti. È disponibile in ambiente 2D e 3D tramite PFC Suite e viene utilizzata soprattutto per analisi geomeccaniche, geotecniche e di ricerca sui materiali quando è importante rappresentare la natura discreta del sistema.