07/10/2026 Comunicati

Inaugurata oggi SAIE – La Fiera delle Costruzioni: progettazione, edilizia, impianti, in programma a BolognaFiere fino al 10 ottobre.

Inaugurata oggi SAIE – La Fiera delle Costruzioni: progettazione, edilizia, impianti, in programma a BolognaFiere fino al 10 ottobre.

Simulazione immersiva, esoscheletro e nuovi workflow digitali: l’ente pontino porta alla Fiera di Bologna nuove tecnologie per la formazione.


Il settore delle costruzioni in Emilia-Romagna è rappresentato da oltre 48.500 imprese, pari a circa il 9% dell'offerta produttiva nazionale e con una dimensione media di 2,7 addetti, e incide sul PIL regionale per l'11,9% in termini di investimenti e per il 6% dell'occupazione complessiva. È una fotografia di solidità quella che emerge dagli Scenari regionali dell'edilizia 2026 dell'ANCE, divulgati oggi in occasione dell'inaugurazione della 60ª edizione di SAIE - La Fiera delle Costruzioni: progettazione, edilizia, impianti, in corso a BolognaFiere fino al 10 ottobre con 567 aziende espositrici, 68 associazioni partner, 235 convegni e 22 iniziative speciali.

Il quadro occupazionale conferma la vitalità della filiera. Nel 2025 il numero di ore lavorate rilevato dalle Casse Edili cresce del +3,4% su base annua, mentre i lavoratori iscritti aumentano del +3,8%. Parallelamente migliora la salute economico-finanziaria delle imprese: la redditività del capitale proprio (ROE) ha sfiorato il 14% nel 2024, un valore sensibilmente superiore rispetto all'11,1% del 2017. Anche la redditività del capitale investito (ROI) migliora, al 7,2%: nel 2024 ogni 100 euro investiti nel capitale delle imprese ne hanno generati circa 7,2 di margine, mentre la redditività delle vendite (ROS) si attesta al 6,6%. In netto miglioramento anche la struttura finanziaria: l'indebitamento è sceso a 1,9 volte il capitale proprio, dalle 3,6 volte del 2017.

A sostenere il mercato sono soprattutto le opere pubbliche. Nel 2025 la spesa in conto capitale dei Comuni dell'Emilia-Romagna è cresciuta del +23%, portando gli investimenti comunali a circa 1,95 miliardi di euro (+149% rispetto al 2020), con €272 milionidi maggiori investimenti infrastrutturali. Forte vivacità anche sul fronte dei bandi di gara per lavori pubblici, in aumento del +9,1% nel numero (1.027 gare) e del +39,4% negli importi, per un valore complessivo di 3,2 miliardi di euro tra i più alti della serie storica. A trainare questa dinamica è la fase finale del PNRR: in regione si contano 749 cantieri in corso e il 77,5% dei cantieri avviati risulta già in fase avanzata o concluso, a fronte di 3.281 progetti edilizi per €6,7 miliardi di finanziamento complessivo. Sul fronte dei fondi europei, alla regione sono stati assegnati circa €2 miliardi per il ciclo 2021-2027, con l'Emilia-Romagna al secondo posto in Italia per capacità di impegno delle risorse (74,7%). Positivo anche il mercato immobiliare residenziale, con 68.348 compravendite nel 2025 (+7,3%), sostenute dai nuovi mutui alle famiglie (+23,6%).

Quali sono le prospettive per il 2026? Gli Scenari regionali indicano un cambio di segno rispetto al biennio precedente, con investimenti in costruzioni previsti in crescita del +5,5% in termini reali. A guidare l'espansione sono ancora una volta le opere pubbliche, sostenute dalla conclusione dell’“ultimo miglio” del PNRR, cui si affianca un primo recupero della manutenzione straordinaria abitativa, favorito dalla proroga delle aliquote degli incentivi fiscali prevista dalla legge di bilancio 2026. Un contributo ulteriore potrà arrivare dal proseguimento della ricostruzione post-alluvione, destinata ad alimentare lavori di ripristino e messa in sicurezza del territorio.

Tra i temi al centro del dibattito di settore resta quello dell'abitare. In Emilia-Romagna la domanda di casa si mantiene sostenuta, a fronte di un'accessibilità che rappresenta una sfida aperta anche per le famiglie a reddito medio, soprattutto nei grandi centri urbani. Sul fronte delle risorse, la revisione di medio termine dei fondi europei ha riallocato alla regione €73,7 milioni, di cui €12,3 milioni destinati all'edilizia abitativa; a livello nazionale, il nuovo Piano Casa mette in campo fino a circa €10 miliardi per il recupero e la manutenzione degli alloggi pubblici e sociali.

Anche di questi temi si è parlato nel convegno inaugurale della 60esima edizione di SAIE, a cui hanno partecipato Matteo Lepore, Sindaco di Bologna, Vincenzo Colla, Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Emanuele Ferraloro, Presidente Federcostruzioni, Stefano Betti, Vicepresidente ANCE, Rosa Grimaldi, Vicepresidente di BolognaFiere, Ivo Nardella, Presidente Senaf / Gruppo Tecniche Nuove, Felice Squitieri, Commissario straordinario per il Piano Casa, e Lorenzo Bellicini, Direttore CRESME. Presente in videocollegamento anche il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.

Le dichiarazioni dei protagonisti del convegno inaugurale di SAIE 2026

“Il nostro settore viene da una stagione positiva, che ci ha consentito di supportare il Pil e di creare occupazione. Ora non dobbiamo perdere come sistema Paese questo slancio. Serve un quadro di investimenti costante per riuscire a dare, lavorando insieme a tutta la filiera, le risposte che servono ai cittadini – ha affermatoStefano Betti, Vicepresidente di ANCE. Aumentare l’offerta abitativa, potenziando le misure del Piano casa, per dare più alloggi accessibili e assicurare interventi diffusi su tutto il territorio, ma anche garantire case vivibili e sicure, con incentivi stabili per riqualificare gli edifici più energivori e rafforzare la sicurezza sismica. La crisi climatica e la fragilità del nostro territorio devono spingerci inoltre a puntare con decisione sull’adattamento delle infrastrutture, in particolare idriche e energetiche, in un quadro di regole e tempi certi sul modello Pnrr”.

“Il settore delle costruzioni è strategico per la crescita del Paese e per tenere vivo il mercato interno e SAIE rappresenta una vetrina eccezionale per guardare al futuro. Ora che il PNRR si avvia a conclusione, infatti, dobbiamo evitare il rischio di un precipizio e costruire per tempo una nuova stagione di investimenti. Edilizia e infrastrutture possono continuare a essere un grande motore per l’economia e il lavoro: penso alla rigenerazione urbana, al recupero del patrimonio esistente, a un nuovo Piano Casa capace di dare risposte famiglie, studenti, lavoratori, ma anche alla messa in sicurezza del territorio – ha affermato Vincenzo Colla, Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna. Dobbiamo accompagnare questa trasformazione con innovazione, digitalizzazione, materiali sostenibili e nuove competenze, qualificando tutta la filiera. Come Regione stiamo investendo 300 milioni nel nuovo Piano Casa, sosteniamo sempre più la formazione, così come la ricerca, e continuiamo a investire sulla trasformazione green del settore edilizio con un’operazione che diventa anche una risposta di economia sociale. La sfida è costruire meglio, recuperare e rigenerare, rendendo più sostenibile il patrimonio che abbiamo. Perché, per usare le parole di Renzo Piano, la democrazia e la civiltà di una città si misurano attraverso la cura, la qualità e la bellezza del suo spazio costruito e dei suoi edifici.”

“Dopo la grande stagione di investimenti del PNRR e quella degli incentivi fiscali, dobbiamo chiederci cosa viene dopo. Io credo debba aprirsi una nuova stagione di urbanistica e rigenerazione urbana, investendo sulle città esistenti, sulle aree dismesse, sulla casa. A Bologna abbiamo dimostrato che, lavorando insieme a ordini professionali e associazioni di categoria, si possono costruire soluzioni capaci di tenere insieme sostenibilità e sviluppo. Ora questo metodo deve diventare anche una politica nazionale– ha dichiarato Matteo Lepore, Sindaco di Bologna. La rigenerazione urbana ha un ostacolo che spesso è economico prima ancora che urbanistico: bonifiche, demolizioni e messa in sicurezza possono rendere molti interventi insostenibili. Anche su questo c’è una convergenza con ANCE. Per questo il Governo dovrebbe istituire un Fondo straordinario per le bonifiche delle aree dismesse, capace di rimettere in moto investimenti pubblici e privati e l’intera filiera delle costruzioni. Serve poi un vero Piano Casa, con risorse significative, procedure semplici e tempi certi, lasciando ai Comuni la possibilità di indicare le priorità dei territori. La casa deve tornare al centro dell’urbanistica italiana. La sfida dei prossimi anni sarà tenere insieme qualità urbana, sostenibilità ambientale e sostenibilità economica degli interventi. Dopo il PNRR dobbiamo costruire una nuova stagione di investimenti: rigenerare le città per rendere possibile il diritto all’abitare”.

«La casa sta tornando a essere, in tutta Europa, una delle grandi questioni sociali del nostro tempo. Quando il bisogno abitativo resta troppo a lungo senza risposta, il disagio può trasformarsi in frattura sociale: lo vediamo in altri Paesi. Il Piano Casa del Ministro Salvini e del Governo sceglie invece di agire prima che diventi emergenza permanente, aumentando l'offerta e rimettendo in circolo patrimonio inutilizzato – ha detto Felice Squitieri, Commissario straordinario per il Piano Casa.  È qui la sua portata più profonda: riconoscere la casa come infrastruttura sociale e civile, dando risposta a chi ne ha fame – giovani, famiglie, lavoratori, studenti, chi pur avendo un reddito non accede più al mercato. Diritto all'abitare e tutela della proprietà privata non sono incompatibili e non vanno contrapposti: una politica seria deve garantirli entrambi. La strada è quella dell'offerta: recuperare gli alloggi pubblici inutilizzabili, rigenerare il patrimonio esistente, valorizzare immobili pubblici improduttivi, sviluppare edilizia sociale e mobilitare, dentro regole chiare, anche il capitale privato. Non espropriare diritti per redistribuire scarsità, ma creare nuova disponibilità. Qui Stato, territori e filiera hanno una responsabilità comune: dire a chi cerca casa che lo Stato non si volta dall'altra parte, e a chi la possiede che la proprietà resta un diritto da tutelare senza ambiguità. È in questo equilibrio che il Piano Casa diventa politica strutturale di coesione nazionale, non solo un programma edilizio.»

«Una fiera, serve a una cosa sola: connettere idee, prodotti e servizi con le persone che renderanno il proprio lavoro migliore - dichiara Ivo Alfonso Nardella, Presidente del Gruppo Tecniche Nuove e Senaf. In oltre sessant'anni SAIE ha visto cambiare tutto: i materiali, gli strumenti, le regole. Una cosa invece è rimasta uguale. Si viene qui per imparare da chi fa il tuo stesso mestiere un po' meglio di te, e per insegnare qualcosa a chi ne sa meno. Quando migliaia di persone tornano a casa facendo meglio il proprio lavoro, migliora il Paese. L'Italia e l’Europa non hanno bisogno soltanto di costruire di più. Hanno bisogno di curare quello che hanno già: case, scuole, strade, patrimoni storici che chiedono competenze vere per valorizzarsi. Quelle competenze non si scaricano da un sito, non si generano con l’IA, si trasmettono di persona, si toccano con mano, si Fanno, di nuovo, insieme, a SAIE Bologna.»

"I sessant’anni di SAIE raccontano molto più della storia di una manifestazione: raccontano l’evoluzione di una filiera strategica per il Paese e la capacità della fiera di accompagnarne i passaggi decisivi – ha dichiarato Rosa Grimaldi, Vicepresidente di BolognaFiere. Oggi, in una fase in cui costruzioni, infrastrutture e rigenerazione urbana sono centrali per la competitività e la qualità della vita, il ruolo di una piattaforma come SAIE è ancora più rilevante: mettere in connessione imprese, professionisti, associazioni e istituzioni, favorire il confronto sulle politiche industriali e rendere visibili innovazione e competenze. BolognaFiere è orgogliosa di ospitare questa sessantesima edizione e di continuare a investire in manifestazioni capaci di generare valore per i settori produttivi e per il territorio.”

SAIE – La Fiera delle Costruzioni: progettazione, edilizia, impianti torna a BolognaFiere dal 7 al 10 ottobre 2026 per la sua 60ª edizione, confermandosi punto di incontro per imprese, professionisti, associazioni e protagonisti dell'intera filiera. In fiera 567 aziende espositrici, 68 associazioni partner, 235 convegni formativi e 22 iniziative speciali, distribuiti su quattro settori espositivi – Progettazione e Digitalizzazione, Edilizia, Impianti, Servizi e Media – e quattro percorsi tematici dedicati a Infrastrutture, Sostenibilità, Innovazione e Persone al Centro. Tra le novità dell'edizione le Arene SAIE Lab | Live, che portano in fiera i contenuti dei quattro appuntamenti SAIE Lab | On Tour realizzati durante l'anno, collegando territorio e manifestazione attraverso approfondimenti tecnici, casi reali e soluzioni su edifici, infrastrutture e territorio. Un'edizione che celebra sessant'anni di storia, con un'area dedicata ai festeggiamenti del 60° anniversario, e guarda al futuro del modo di progettare, costruire, riqualificare e gestire edifici e infrastrutture.

Il biglietto omaggio, valido per i professionisti del settore, è disponibile sul sito ufficiale www.saiebologna.it.