23

Ott

Residenze per un nuovo quartiere

Il progetto per l’edificio residenziale, lotto A1, per conto di sei cooperative edilizie facenti capo alla centrale Cooperdolomiti Bolzano, è stato sviluppato all’interno di un’ampia operazione che ha riguardato la realizzazione del nuovo quartiere residenziale Prati Gries nella zona nord ovest di Bolzano, su una superficie di 5 ettari. L’iniziativa ha coinvolto numerosi soggetti pubblici e privati, muovendosi a partire dallo sviluppo del piano di attuazione generale in cui i singoli attori sono stati chiamati a collaborare allo sviluppo unitario e armonico di un nuovo quartiere.

Il progetto

Il piano di attuazione approvato dall’amministrazione comunale prevedeva per il lotto A1 l’edificazione della volumetria consentita lungo i margini est e nord della superficie. La logica del Piano era quella di ottenere uno spazio non edificato compreso tra le ali dell’edificio da adibire a verde condominiale, ben soleggiato e privo di ombre portate dagli edifici. L’edificazione consentita veniva quindi a svilupparsi in un corpo a forma di “L” con diverse altezze, più precisamente con l’ala a nord che poteva arrivare a sei piani fuori terra e l’ala ortogonale fino a cinque piani fuori terra.

In corrispondenza dell’angolo, che costituisce la congiunzione tra le due ali, lo sviluppo dell’edificio doveva raggiungere un’altezza pari a undici piani. La soluzione progettuale adottata ha inserito un “vuoto” in corrispondenza della base della torre d’angolo, ottenendo in questo modo due corpi di fabbrica disgiunticonnessi solo a livello del primo piano. La soluzione individuata ha così consentito di ottenere un volume edilizio più articolato, migliorare e aumentare sensibilmente l’illuminazione naturale delle facciate anche ai piani bassi e una più ampia superficie di facciata esposta al sole.

Una scelta che ha consentito di risolvere adeguatamente, soprattutto dal punto di vista distributivo, il punto più delicato della volumetria da edificare ovvero l’angolo dell’edificio, riuscendo ad avere alloggi con doppio affaccio contrapposto nord-sud ed est-ovest. È stato inoltre possibile ridurre notevolmente il problema dell’introspezione tra alloggi, tipica delle costruzioni ad angolo.

Facciate e terrazze

La scelta architettonica adottata per le facciate si è basata sulla logica dell’individuazione di un elemento comune, unitario, che consentisse una libera articolazione della volumetria, e che al contempo mettesse in relazione i due corpi di fabbrica. Tale elemento è stato individuato nelle terrazze che circondano su quattro lati i due edifici e stabiliscono l’unione tra i due edifici.

La profondità delle terrazze previste è variabile ed è generosa sui due lati maggiormente esposti al sole (sud-ovest) dove sono concentrate le cucine e i soggiorni degli alloggi, e più contenuta sui due lati (nord-est) ove sono previste le camere da letto. L’andamento irregolare delle stesse consente una gradevole articolazione della volumetria con superfici diversamente esposte alla luce solare creando così un gioco di luci/ombre che muta durante l’arco della giornata e che articolano maggiormente il volume.

La maggiore profondità sui lati più esposti alle radiazioni solari consente anche di ridurre l’apporto solare nelle stagioni calde. La vera facciata dell’edificio risulta quindi essere arretrata rispetto al filo del parapetto delle terrazze consentendo una maggiore flessibilità nella collocazione delle finestre dei vani. Come accennato in precedenza, il progetto è stato sviluppato per conto di sei cooperative edilizie, pertanto le esigenze abitative dei singoli soci sono state tenute in primo piano lungo l’intero iter progettuale.

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